Casa delle Convessità

Barcellona

Un muro curvo prende in giro la luce

Di

Se l’architettura è musica di pietra, i suoi arti possono danzare? L’architettura è ferma solo nelle immagini. Nella vita, la sua condizione naturale è quella dell’attraversamento. È attraversata dagli uomini, ma anche dalla luce.

Antonino Cardillo, Casa delle Convessità, Barcellona, 2008. IGC: Antonino Cardillo

Dentro una casa, tra incolte radure mediterranee e corrugate pareti di roccia, una luce attraversante, traforata da innumerevoli e strette lame reiterate, scrive e descrive, con la sua grafia delebile e mutevole, dei muri. Quanti possibili racconti racconterà, questa luce, durante un anno di vita?

Antonino Cardillo, Casa delle Convessità, Barcellona, 2008. IGC: Antonino Cardillo

Un muro curvo prende in giro la luce. La luce bagna il muro, ma giunge il momento e il luogo in cui, oltrepassando la curvatura, prende la tangente, decidendo cosa sarà luminoso e cosa sarà oscuro. E questo passaggio suggerisce indefinitezza, mutevolezza, sfumatura, ineffabilità. Così, l’architettura diventa luce interpretata attraverso gli arti dell’architettura. Come ombre della carne sulla carne, le cui forme sono al tempo stesso definite e definenti.

Antonino Cardillo, Casa delle Convessità, Barcellona, 2008. IGC: Antonino Cardillo

Qui, come in una danza di flamenco, il corpo si scompone, invade lo spazio attraversandone le sue potenziali articolazioni, senza tuttavia definirlo, oppure, interpretandone le molteplici possibilità di attraversamento: carnoso e sensuale, ma al pari tagliente e preciso. Segreto ma luminoso. Racchiuso, ma aperto a molteplici possibilità. Un corpo dentro un altro corpo. Compresso, sospeso e continuo nelle sue traiettorie curvilinee.

Antonino Cardillo, Casa delle Convessità, Barcellona, 2008. IGC: Antonino Cardillo

Eppure, come in una danza di flamenco, lo sviluppo del movimento, il suo indefinibile ardore, è reso significante dall’istante successivo. Quell’istante immobile, ieratico, che sembra sfidare l’eternità. Così, liscio, alto e immobile, un muro oppone silenzio. E tale immobilità supporta paradossalmente il movimento precedente, dando senso al suo esistere.

Antonino Cardillo, Casa delle Convessità, Barcellona, 2008. IGC: Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Casa delle Convessità, Barcellona, 2008. IGC: Antonino Cardillo

Dati

  • Tempo: mar.‑giu. 2008
  • Luogo: Barcellona, Spagna
  • Area: 360 m² (due piani)
  • Tipologia: casa indipendente

Crediti

  • Progetto di architettura: Antonino Cardillo
  • Immagini generate al computer: Antonino Cardillo
  • Testo: Antonino Cardillo

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