Cardillo

Casa della Polvere

ROMA, Italia
1 mar 2013




In questa casa proporzioni e partiti classici celebrano la polvere. La sezione aurea divide il salone in altezza. Un basamento di cemento color talco sostiene un soffitto d’intonaco rustico del colore della terra: desiderio di antri primordiali, di grottesche rinascimentali, di ninfei barocchi in Doria Pamphilj, di facciate quasi Liberty nelle traverse di Via Veneto.


Antonino Cardillo, Casa della Polvere, Roma, 2013. Fotografia: Antonino Cardillo.


Antonino Cardillo, Casa della Polvere, Roma, 2013. Fotografia: Antonino Cardillo.

Una alternanza di compressioni e dilatazioni costruisce lo spazio della casa. Ai bordi, varchi e finestre appaiono ora scavati dentro il basamento, ora come intagliati a baguette.


Antonino Cardillo, Casa della Polvere, Roma, 2013. Fotografia: Antonino Cardillo.


Antonino Cardillo, Casa della Polvere, Roma, 2013. Fotografia: Antonino Cardillo.

Serie di archi, memorie astratte dalla pittura italiana del Trecento, confondono porte e armadi.


Antonino Cardillo, Casa della Polvere, Roma, 2013. Fotografia: Antonino Cardillo.

Tra di essi, uno, appena disegnato su un muro e punteggiato da un pomolo di vetro rosa, introduce alle camere dell’intimità, anch’esse distinte da un pallido rosa sulle pareti: desiderio di albe e fiori; colore della bellezza, colore della bellezza che muore.


Antonino Cardillo, Casa della Polvere, Roma, 2013. Fotografia: Antonino Cardillo.


Antonino Cardillo, Casa della Polvere, Roma, 2013. Fotografia: Antonino Cardillo.


Antonino Cardillo, Casa della Polvere, Roma, 2013. Fotografia: Antonino Cardillo.


Antonino Cardillo, Casa della Polvere, Roma, 2013. Fotografia: Antonino Cardillo.


Antonino Cardillo, Casa della Polvere, Roma, 2013. Fotografia: Antonino Cardillo.

Antonino Cardillo, Casa della Polvere, Roma, 2013. Fotografia: Antonino Cardillo.







L’architettura è polvere.
Polvere che diviene forma,
polvere trasfigurata dalla mente.

Polvere è memoria, così polvere è anche morte.
Ancestrale ricordo della morte,
la polvere rimanda all’origine.

Quella modernità che ripudia il sedimento,
che rasa le pareti,
che sanifica lo spazio;
quella modernità che ripudia la polvere,
ripudia anche la morte.

Privata di memoria,
e quindi schiava di una verosimigliante giovinezza,
ignorando la sua fine,
ripete se stessa; senza fine.

In questa casa partiti classici
e proporzioni auree celebrano la polvere:
Angeli e cori hanno abbandonato il cielo,
e il cielo si è adornato di terra.



Cortometraggio sulla Casa della Polvere diretto da Pasquale Marino, con la Fotografia: Valentina Belli. Pubblicato su Dezeen Movies.