Cardillo

Falso amico

A cura di Kristina Herresthal e Lisa Kadel

BERLINO, Germania — 26 marzo 2015

Baunetzwoche 403

Baunetzwoche 403


Kristina Herresthal e Lisa Kadel hanno chiesto a sette studi di architettura (OMA, Robertneun, Office Kersten Geers David Van Severen, Adrian Streich Architects, Antonino Cardillo, Grüntuch Ernst Architects, Mars Architects) come lavorano con i riferimenti e in che modo influiscono sui loro progetti. Il risultato sono brevi dichiarazioni direttamente dal lavoro quotidiano. Il modo in cui viene utilizzato il riferimento — che si tratti di ricerca concreta, astratta, tipologica o di qualsiasi altra forma — differisce da ufficio a ufficio. Il loro uso come mezzo di comunicazione è comune a tutti. I riferimenti fanno anche domande, forniscono risposte e raccontano sempre qualcosa sul progettista.



Riferimenti

Vedo i riferimenti collegati alle idee di permanenza e tradizione. Siamo figli di qualcuno che, nel passato, è divenuto polvere. Non esiste divisione tra lui e noi. Ciascun atto di bellezza è un messaggio gentile verso la morte. Ciascun atto di bellezza è un frammento d’amore in cammino verso uno straniero. Ogni frammento di passata bellezza è memoria, che da senso alla permanenza dell’uomo sulla terra. I riferimenti, quindi, possono essere testimonianze dell’amore, al di là della morte.

Di contro, quando i riferimenti sono privati dell’amore, quando sono intesi come citazioni intellettuali, si trasformano in feticismo, alienazione, intrattenimento, cose che banalizzano i sentimenti della vita.

Lo scorso anno ho disegnato sette sculture per il Museo di Londra Sir John Soane. Min indaga l’origine del sacro. Riferimenti diversi sincronizzati in un singolo frammento di pietra minerale. Min riguarda la permanenza della vita. — Antonino Cardillo


Antonino Cardillo, Min, Sir John Soane’s Museum, Londra, 2014. Fotografia: Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Min, Sir John Soane’s Museum, Londra, 2014. Fotografia: Antonino Cardillo



Antonino Cardillo

L’architetto siciliano Antonino Cardillo ha una grande affinità per l’architettura delle epoche precedenti e per una carica simbolica dell’ambiente progettato. Nel 2013 è stato pesantemente criticato da vari media di lingua italiana e tedesca perché le immagini digitali dei suoi progetti erano state pubblicate come veri e propri edifici. Il cuore del suo lavoro creativo è nel campo dell’architettura d’interni, ad esempio la galleria che ha progettato a Roma, completata lo scorso anno, per cui il “L’Anello del Nibelungo” di Wagner era un riferimento da “L’Oro del Reno” al “Crepuscolo degli Dei”.




Fonte

ANTONINO CARDILLO, ‘Falsche Freunde’, Baunetzwoche, n. 403, cur. Kristina Herresthal e Lisa Kadel, BauNetz, Berlino, mar. 2015, p. 25.