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Casa dei Dodici

Melbourne



Le rovine come visioni

Di

Le rovine romane tardo antiche hanno ispirato quest’opera: quelle difformità che nel Settecento apparvero ai viaggiatori europei del Gran Tour come visioni fantastiche. Più dell’originale, affascina quello stato di progressiva distruzione che un tempo millenario scava, disvelando i più oscuri recessi della forma. Così, la rovina ci parla del tempo che passa. Della bellezza che muore, e che nel suo lento decadere evoca un racconto traverso, incastrato tra un inizio e una fine. Casa dei Dodici propone una risposta fantastica ad una storia interrotta. Perseguendo vie empiriche, è costruita su mutazioni di idee antiche e moderne, come il tema di cerchi intersecati e la sequenza di spazi che accomunano Villa Adriana a Tivoli ad alcuni progetti di Frank Lloyd Wright. Collisioni e giustapposizioni, echi lontani dell’American Center di Frank Gehry, caratterizzano il fronte della casa. Forme rotonde appaiono dalla strada come scavate. Conferiscono spessore alla facciata, rendendola permeabile al sole d’inverno. Così, l’invaso del salone e la sua volta dorata riverberata dall’acqua ai bordi, appare sul cortile come una camera di luce.


IGC

Di Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Casa dei Dodici, Melbourne, 2009. IGC: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Casa dei Dodici, Melbourne, 2009. IGC: Antonino CardilloAntonino Cardillo, Casa dei Dodici, Melbourne, 2009. IGC: Antonino CardilloAntonino Cardillo, Casa dei Dodici, Melbourne, 2009. IGC: Antonino CardilloAntonino Cardillo, Casa dei Dodici, Melbourne, 2009. IGC: Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Casa dei Dodici, Melbourne, 2009.


Dati

  • Tempo: dic. 2008‑mag. 2009
  • Luogo: Kew, Melbourne, Australia
  • Area: 500 m² (due piani)
  • Tipologia: casa indipendente

  • Tag:
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Crediti

  • Progetto di architettura: Antonino Cardillo
  • Clienti: Livio e Nadia De Marchi

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