Speco dei Coralli

TRAPANI, Italia, Cattedrale di San Lorenzo, Sala Laurentina
20 ago 2016




Lo Speco dei Coralli è un riparo dal mondo. Una grotta dove l’amore può ancora accadere. Il luogo dove la città ritrova la sua dimensione sacrale che lega coloro che furono a coloro che sono.


Antonino Cardillo, Specus Corallii, Trapani, Cattedrale di San Lorenzo, Sala Laurentina, 2016. Fotografia: Antonino Cardillo.

Lo Speco dei Coralli esplora un’idea premoderna: quando l’architettura era immaginazione e, la città, labirinto della memoria. Quel labirinto che si rinnova ogni giorno con le carezze dei nostri occhi; che ci parla, silente, di vite trascorse. L’immaginario è il luogo dove i morti parlano ai vivi. Dove s’invera l’idea della vita quale permanenza e tradizione. Senza questo silenzioso dialogo, la città muore; l’intrattenimento e l’alienazione prendono il sopravvento neutralizzando, così, il potenziale sovversivo dell’amore.


Antonino Cardillo, Specus Corallii, Trapani, Cattedrale di San Lorenzo, Sala Laurentina, 2016. Fotografia: Antonino Cardillo.

Lo Speco dei Coralli parla del sacro che proviene dal mare. La misura dello spazio racconta le allegorie della bellezza e della metamorfosi, figurate da conchiglie, evocate nei sedimenti della pietra del basamento, e coralli, alle cui flessuose asperità allude il rinzaffo rosa della volta perpendicolare.


Antonino Cardillo, Specus Corallii, Trapani, Cattedrale di San Lorenzo, Sala Laurentina, 2016. Fotografia: Antonino Cardillo.

Conchiglie e coralli popolano l’immaginario della città di Trapani. La storia dell’arrivo della Madonna dal mare e le pietre intagliate del suo Santuario rivelano quanto, assieme alla tradizione dei coralli, il tema della conchiglia sia mito fondativo della sacralità della città.


Antonino Cardillo, Specus Corallii, Trapani, Cattedrale di San Lorenzo, Sala Laurentina, 2016. Fotografia: Antonino Cardillo.

Il colore e le superfici tattili dello Speco riscoprono la sensualità delle polveri e della pietra che ci parlano del luogo e delle viscere della terra dove sono state cavate.


Antonino Cardillo, Specus Corallii, Trapani, Cattedrale di San Lorenzo, Sala Laurentina, 2016. Fotografia: Antonino Cardillo.

Così, Specus Corallii, con il suo evocare la dimensione misterica di un mondo sommerso, racconta quell’immaginario che, dal mare, sedimenta da millenni il senso della vita della città e del suo paesaggio.


Antonino Cardillo, Specus Corallii, Trapani, Cattedrale di San Lorenzo, Sala Laurentina, 2016. Fotografia: Antonino Cardillo.

Lo Speco dei Coralli appare come un antico oratorio. La configurazione classica della sua architettura, un rettangolo regolato dalla ‘sezione argentea’, lo rende disponibile ad usi ed interpretazioni diversi; evitando che, la dominanza della funzione e della tecnologia, per l’architettura da sempre pretesti casuali e transitori, possa esitare l’obsolescenza dell’opera.


Antonino Cardillo, Specus Corallii, Trapani, Cattedrale di San Lorenzo, Sala Laurentina, 2016. Fotografia: Antonino Cardillo.

Antonino Cardillo, Specus Corallii, Trapani, Cattedrale di San Lorenzo, Sala Laurentina, 2016. Fotografia: Antonino Cardillo.