Cardillo

Come una Scenografia

Negozio Sergio Rossi Uomo–Wallpaper*

MILANO, Italia — 5 aprile 2010


Spesso cinema ed architettura trovano un comune denominatore nell’allegoria, per cui un concetto astratto viene espresso attraverso un’immagine.


Antonino Cardillo, Come una Scenografia, Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, 2010, demolito nel 2013. Fotografia: Antonino Cardillo

Nel film di David Lynch Inland Empire, la protagonista Nikki sovrappone la propria identità al ruolo dell’attrice che sta recitando. Le strutture narrative delle due vite si confondono. Più si va avanti, più diviene difficile discernere dove finisce la vita di Nikki ed inizia quella di Sue (ruolo recitato).


Antonino Cardillo, Come una Scenografia, Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, 2010, demolito nel 2013. Fotografia: Antonino Cardillo

Simulazione e realtà si sovrappongono. E quest’atto di sovrapposizione di significati all’interno di uno stesso nucleo identitario apre alla percezione prospettive prima celate e, così, ciascuna vita muta di significato.


Antonino Cardillo, Come una Scenografia, Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, 2010, demolito nel 2013. Fotografia: Antonino Cardillo

L’allestimento temporaneo qui presentato tenta una traslitterazione di questa idea del film di Lynch: l’architettura per Sergio Rossi crea un gioco di rimandi tra ordini ideali e reali, tra interni ed esterni.


Antonino Cardillo, Come una Scenografia, Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, 2010, demolito nel 2013. Fotografia: Antonino Cardillo

Si sovrappone, dialogando, alle diverse identità del luogo: dal contorno del negozio esistente, al fondale urbano della medievale Chiesa del Carmine, ai brani decorativi Art Nouveau dei palazzi vicini. Così, le relazioni oltre ad accadere nello spazio, si estendono anche nel tempo, nel dialogo, che è anche interpretazione, con i segni esistenti.


Antonino Cardillo, Come una Scenografia, Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, 2010, demolito nel 2013. Fotografia: Antonino Cardillo

L’idea dell’inserimento di un edificio dentro un altro, è oltretutto un tema ricorrente dell’architettura del passato: dalla medioevale schola cantorum della Basilica di Santa Maria in Cosmedin in Roma, a Leon Battista Alberti che, nel Tempietto a Firenze, simula una miniatura del Santo Sepolcro di Gerusalemme dentro un’ampia sala, alle esperienze barocche delle camere di luce e delle quinte sceniche del teatro, sino a giungere ai neoclassici canopies di John Soane che, ispirati dal non finito delle rovine romane, sembrano fluttuare in uno spazio fatto di luce.


Antonino Cardillo, Come una Scenografia, Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, 2010, demolito nel 2013. Fotografia: Antonino Cardillo

Suggerito dai telai effimeri delle scenografie, questo sistema costruttivo viene qui riproposto secondo una metrica mutuata dal razionalismo milanese del Novecento.


Antonino Cardillo, Come una Scenografia, Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, 2010, demolito nel 2013. Fotografia: Antonino Cardillo

Ma la natura razionalista di questo recinto è messa in discussione dalle contraddizioni che si determinano tra le diverse identità che abitano lo spazio: quella dell’istallazione vera e propria, quella residuale del locale esistente resa omogenea da una tinta grigio-blu, e quella dell’urbano di Brera, scandita dall’episodico passaggio del tramvai.


Antonino Cardillo, Come una Scenografia, Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, 2010, demolito nel 2013. Fotografia: Antonino Cardillo

Così lo spazio interno si propone al fruitore secondo un progressivo disvelamento di ambiti diversi e parzialmente nascosti che suggerisce una via alternativa al convenzionale interno open-space, il quale, offrendosi sin da subito alla vista, spesso inibisce l’immaginazione.


Antonino Cardillo, Come una Scenografia, Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, 2010, demolito nel 2013. Fotografia: Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Come una Scenografia, Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, 2010. Fotografia: Antonino Cardillo



Cliente

Cardillo è uno degli architetti più significativi del nostro tempo. Combina il suo talento con l’interpretazione moderna di Francesco Russo delle calzature classiche e otterrai un’esperienza di acquisto eccezionale. Questa è una collaborazione entusiasmante e significativa per Wallpaper*, un negozio da non perdere.

Tony Chambers, Men’s footwear world tour [comunicato stampa], Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, mar. 2010.




Tavoli e Console

Antonino Cardillo, Tavoli e console per Sergio Rossi, pezzi unici, legno tulipier, Milano, 2010. Produzione: Buzzoni

Antonino Cardillo, Tavoli e console per Sergio Rossi, pezzi unici, legno tulipier, Milano, 2010. Produzione: Buzzoni



Dati

Tempo: feb.–apr. 2010; demolito nel 2013
Luogo: Sergio Rossi, Via Ponte Vetero, 19, Milano, Italia
Area: 60 m² (2 piani)
Tipologia: negozio




Crediti

Clienti: Sergio Rossi / Rivista Wallpaper* (via Suzanne Trocmé)
Progetto di architettura e direzione dei lavori: Antonino Cardillo
Disegno mobili: Antonino Cardillo
Contratti: Miriam Romano
Fotografia: Antonino Cardillo
Testo: Antonino Cardillo

Contraente generale: Buzzoni, Rovigo
Lampade: Joe Colombo, Oluce

Grazie a Xavier Rougeaux




Riferimenti

MITCHELL OAKLEY SMITH, ALISON KUBLER, ‘From boutique to gallery: fashion, art and architecture’, in Art / Fashion in 21st Century, Thames & Hudson, Londra, ott. 2013, pp. 252, 254–257.

ANTONINO CARDILLO, ‘Sergio Rossi spring / summer 2013 men’s shoes’ [video], Fashion TV, Milano, 24 sett. 2012.

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ANONIMO, ‘Men’s footwear world tour by Sergio Rossi’ [video], Fashion TV, Milano, 12 ago. 2010.

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DAN LOGAN (dir.), ‘Sergio Rossi ‘POP UP’ store’ [video], cur. Ellie Stathaki, Logan Productions–Wallpaper*, Milano, 24 mag. 2010.

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MATTEO PERSIVALE, ‘La moda suona il rock (di saturnino)’, Corriere della Sera, Milano, 15 apr. 2010, pp. 40–41.

TONY CHAMBERS, Men’s footwear world tour [comunicato stampa], Sergio Rossi–Wallpaper*, Milano, mar. 2010.