Mammacaura

, [progetto], Marsala


La soglia dove tramonti

La percezione dei luoghi non accade nella metrica. I luoghi sono accadimenti ed il profondo che ci abita ne viene segnato. Questi segni non corrispondono esattamente lo spazio ed il tempo ed, a volte, il segno diviene simbolo.


Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo

Con il nome Mammacaura, i salinai chiamano il sedimento prodotto dal processo di cristallizzazione del sale per evaporazione solare, sul fondo delle vasche delle saline della Laguna dello Stagnone. Caratterizzato da una proprietà incollante, questo nome potrebbe rivelare una proiezione psichica inconscia dell’immagine archetipica della madre terribile —⁠ ⁠una costante dell’isola di Sicilia —⁠ ⁠che imprigiona l’Essere in un cerchio d’immutabilità.


Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo

Quest’opera di architettura non ricostruisce un passato possibile ma interpreta un luogo. Una piazza-esedra di 1.000 metri quadrati rappresenta l’emersione di un contenuto latente nel sito: quello della ‘Grande Madre’. Così, un insieme di costruzioni di pietra calcarenite gialla, metodologicamente derivato per analogia dall’ecosistema antropico della salina, invera un possibile dialogo con l’ambiente circostante.


Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Drawing: Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo

All’interno di un fabbricato cubico, è stata modulata la forma di un banco-bar rivestita da tre coppie di lastre di granito rosa e smalto lucido rosa-cremisi sui terminali stondati in pianta ad arco. Secondo Giuseppe Pipitone—l’imbianchino che ha dipinto lo smalto nella sala—questo insieme di cose “è come una regina dentro un castello.”


Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo

Spesso l’architettura è la rappresentazione del Male. L’architettura porta un paradosso: è costruita dagli oppressi per celebrare gli oppressori. L’architettura non crea cose nuove ma costruisce sensi e significati dalla combinazione delle ‘cose’ del Mondo. L’architettura, dunque, è un’interpretazione del Mondo.


Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo

Liborio Perrone ha 52 anni ed è il muratore che ha costruito le parti di pietra di quest’opera di architettura. Salinaio sin da giovane, per tutta la sua vita ha operato sulle saline di Ettore e Infersa e di Isola Lunga. Discendente di una generazione di operai di salina, Liborio Perrone è la salina stessa. Ciò che sa, e ciò che fa, non può che derivare da una filogenesi di costruzioni del passato.


Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo

L’origine delle saline di Marsala e Trapani è sconosciuta. Un possibile indizio è la presenza dell’isola fenicia di Mothia posta al centro della Laguna dello Stagnone. Forse che questa filogenesi conduca all’antico Egitto?


Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo

Così, su questo pregresso antropico, la metodologia di attuazione del progetto è stata quella di un’investigazione. I novanta giorni di cantiere si sono rivelati un viaggio di integrazione di contenuti arcaici ed inconsci. Ed, a sua volta, il mastro-salinaio Liborio Perrone è divenuto l’interprete di quest’opera di architettura.


Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo


Bibiliografia

Cristoforo Buondelmonti, ‘Sicilia latino nomine dicta de greco vocabulo Sichilia habita’, in Liber Insularum Arcipelagi, Bibliothèque Nationale de France, Parigi, secolo XVI, Fonds latin, Lat. 4823.

George Goudie Chisholm, Gatano Mosca, Thomas Ashby, ‘Sicily: note 1’, in The Encyclopædia Britannica, 11a ed., vol. XXV, Cambridge-New York, 1911, p. 20.

Joseph Isaac Spadafora Whitaker, Motya, a Phoenician Colony in Sicily, G. Bell & Sons, Londra, 1921.

Erich Neumann, ‘Uroboros’ e ‘Die große Mutter’, in Ursprungsgeschichte des Bewusstseins, Zurigo, 1949; ed. it., Storia delle Origini della Coscienza, Astrolabio, Roma, 1978, pp. 53, 90.

Sabatino Moscati, ‘Due stele di Mozia’, in Rendiconti dell’Accademia Nazionale dei Lincei, 8/21, Roma, 1966, pp. 198-99.

Mark Kurlansky, ‘Fish, Fowl, and Pharaohs’, in Salt: A World History, Penguin Books, Londra, 2002; ed. it., Sale: una Biografia, Rizzoli, Milano, 2003, p. 49.

Josephine Crawley Quinn, ‘Melqart’s Mediterranean’, in In Search of the Phoenicians, Princeton University Press, 2017, pp. 113-131.


Dati

Tempo: lug. 2020‑apr. 2021
Luogo: Mammacaura, Saline Ettore e Infersa, Laguna dello Stagnone, Marsala, Italia
Tipologia: imbarcadero bar


Crediti

Cliente: Saline Ettore e Infersa S.r.l.
Progetto di paesaggistica, architettura, contratti e direzione dei lavori: Antonino Cardillo
Disegno mobile bar: Antonino Cardillo
Fotografia: Antonino Cardillo
Testo: Antonino Cardillo
Impresa di costruzioni: VR Costruzioni Birgi Novi
Responsabile: Vito Russo
Capomastro opere esterne: Liborio Perrone
Capomastro opere interne: Salvatore Pellegrino
Movimento terra: Francesco Pedone
Muratori: Francesco Angileri, Vito Pinto, Pietro Rondello e Vito Zeferino
Pitturazione: Lorenzo Buscarino, Salvatore Gangitano e Giuseppe Pipitone
Impianto elettrico, idraulico ed aeraulico: Giacomo Casano, Francesco Chirco e Claudio Donato
Graniti: Francesco Di Trapani
Lavorazione pavimento: Baldo Incandela
Porte: Giuseppe Ales
Progetto attrezzature bar: Vito Pietroburgo
Produzione attrezzature bar: Giacomo Sardo
Grazie a Dunja Glamuzina Belli ed Elio Naso


Riferimenti

Paolo Zermani (cur.), Identità dell’Architettura Italiana, vol. 19, Università degli Studi di Firenze, dic. 2021.

Antonino Cardillo, ‘La soglia dove tramonti’, Casabella, n. 925, Milano, 3 sett. 2021, pp. 10‑17.