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Mammacaura

Marsala



Saline Ettore e Infersa

Dove Tu tramonti

Di

La percezione dei luoghi non accade nella metrica. I luoghi sono accadimenti ed il profondo che ci abita ne viene segnato. Questi segni non corrispondono esattamente lo spazio ed il tempo ed, a volte, il segno diviene simbolo. Con il nome Mammacaura, i salinai chiamano il sedimento prodotto dal processo di cristallizzazione del sale per evaporazione solare, sul fondo delle vasche delle saline della Laguna dello Stagnone. Caratterizzato da una proprietà incollante, questo nome potrebbe rivelare una proiezione psichica inconscia dell’immagine archetipica della madre terribile —⁠ ⁠una costante dell’isola di Sicilia —⁠ ⁠che imprigiona l’Essere in un cerchio d’immutabilità. Quest’opera di architettura non ricostruisce un passato possibile ma interpreta un luogo. Una piazza-esedra di 1.000 metri quadrati rappresenta l’emersione di un contenuto latente nel sito: quello della ‘Grande Madre’. Così, un insieme di costruzioni di pietra calcarenite gialla, metodologicamente derivato per analogia dall’ecosistema antropico della salina, invera un possibile dialogo con l’ambiente circostante. All’interno di un fabbricato cubico, è stata modulata la forma di un banco-bar rivestita da tre coppie di lastre di granito rosa e smalto lucido rosa-cremisi sui terminali stondati in pianta ad arco. Secondo Giuseppe Pipitone —⁠ ⁠l’imbianchino che ha dipinto lo smalto nella sala —⁠ ⁠questo insieme di cose “è come una regina dentro un castello.” Spesso l’architettura è la rappresentazione del Male. L’architettura porta un paradosso: è costruita dagli oppressi per celebrare gli oppressori. L’architettura non crea cose nuove ma costruisce sensi e significati dalla combinazione delle ‘cose’ del Mondo. L’architettura, dunque, è un’interpretazione del Mondo. Liborio Perrone ha 52 anni ed è il muratore che ha costruito le parti di pietra di quest’opera di architettura. Salinaio sin da giovane, per tutta la sua vita ha operato sulle saline di Ettore e Infersa e di Isola Lunga. Discendente di una generazione di operai di salina, Liborio Perrone è la salina stessa. Ciò che sa, e ciò che fa, non può che derivare da una filogenesi di costruzioni del passato. L’origine delle saline di Marsala e Trapani è sconosciuta. Un possibile indizio è la presenza dell’isola fenicia di Mothia posta al centro della Laguna dello Stagnone. Forse che questa filogenesi conduca all’antico Egitto? Così, su questo pregresso antropico, la metodologia di attuazione del progetto è stata quella di un’investigazione. I novanta giorni di cantiere si sono rivelati un viaggio di integrazione di contenuti arcaici ed inconsci. Ed, a sua volta, il mastro-salinaio Liborio Perrone è divenuto l’interprete di quest’opera di architettura.


Bibliografia

  • Cristoforo Buondelmonti, ‘Sicilia latino nomine dicta de greco vocabulo Sichilia habita’, in Liber Insularum Arcipelagi, Bibliothèque Nationale de France, Parigi, secolo XVI, Fonds latin, Lat. 4823.
  • George Goudie Chisholm, Gatano Mosca, Thomas Ashby, ‘Sicily: note 1’, in The Encyclopædia Britannica, 11ᵃ ed., vol. XXV, Cambridge-New York, 1911, p. 20.
  • Joseph Isaac Spadafora Whitaker, Motya, a Phoenician Colony in Sicily, G. Bell & Sons, Londra, 1921.
  • Erich Neumann, ‘Uroboros’ e ‘Die große Mutter’, in Ursprungsgeschichte des Bewusstseins, Zurigo, 1949; ed. it., Storia delle Origini della Coscienza, Astrolabio, Roma, 1978, pp. 53, 90.
  • Sabatino Moscati, ‘Due stele di Mozia’, in Rendiconti dell’Accademia Nazionale dei Lincei, 8/21, Roma, 1966, pp. 198-99.
  • Mark Kurlansky, ‘Fish, Fowl, and Pharaohs’, in Salt: A World History, Penguin Books, Londra, 2002; ed. it., Sale: una Biografia, Rizzoli, Milano, 2003, p. 49.
  • Josephine Crawley Quinn, ‘Melqart’s Mediterranean’, in In Search of the Phoenicians, Princeton University Press, 2017, pp. 113-131.

Fotografia

Di Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021. Fotografia: Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Mammacaura, Marsala, 2021.


Dati

  • Tempo: lug. 2020‑apr. 2021
  • Luogo: Mamma Caura, Saline Ettore e Infersa, Laguna dello Stagnone, Marsala, Italia
  • Area: 1.000 m² (un piano)
  • Tipologia: imbarcadero bar

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Crediti

  • Progetto di paesaggistica ed architettura, direzione dei lavori e disegno mobile bar: Antonino Cardillo
  • Cliente: Saline Ettore e Infersa S.r.l.
  • Impresa di costruzioni: VR Costruzioni Birgi Novi (responsabile: Vito Russo)
  • Capomastro opere esterne: Liborio Perrone
  • Capomastro opere interne: Salvatore Pellegrino
  • Movimento terra: Francesco Pedone
  • Muratori: Francesco Angileri, Vito Pinto, Pietro Rondello e Vito Zeferino
  • Pitturazione: Lorenzo Buscarino, Salvatore Gangitano e Giuseppe Pipitone
  • Impianto elettrico, idraulico ed aeraulico: Giacomo Casano, Francesco Chirco e Claudio Donato
  • Graniti: Francesco Di Trapani
  • Lavorazione pavimento: Baldo Incandela
  • Porte: Giuseppe Ales
  • Progetto attrezzature bar: Vito Pietroburgo
  • Produzione attrezzature bar: Giacomo Sardo
  • Grazie a Dunja Glamuzina Belli ed Elio Naso

Pubblicazioni

  • Antonino Cardillo, ‘Mammacaura’, Identità dell’Architettura Italiana, vol. 19, cur. Paolo Zermani, Università degli Studi di Firenze, Diabasis, Parma, mar. 2022, pp. 58‑59.
  • Antonino Cardillo, ‘La soglia dove tramonti’, Casabella, n. 925, Milano, 3 sett. 2021, pp. 10‑17. Ed. giap. Atsuko Ueda, ‘マンマカウラ|自分の座る場所’, 日本語版ブックレット, n. 68, Tokyo, nov. 2021, p. 3.