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Off Club

Roma



Un giardino d’ombre e specchi

Di

Off Club riunisce il cinema di Kubrick e De Palma, Grand Theft Auto IV, il distretto art deco di Miami, le illusioni ottiche di Escher, le iconostasi bizantine ed i paraventi giapponesi. L’opera continua l’investigazione sulle Immagini Primordiali —⁠ ⁠cfr. Jung 1921 —⁠ ⁠proponendo un ambiente che riunisce il piano sensoriale della tattilità a quello intuitivo, che proietta sulla realtà la psiche dell’osservatore. Lo spazio tra le cose ricorda lo schema di un mandala e le ultime opere di Mies van der Rohe —⁠ ⁠tema del doppio e dell’uno diviso. Due sale destinate all’accoglienza realizzano un raumplan di sei metri di altezza. Intorno, un recinto di sedici metri di lato unifica le diverse quote impostando la base della Volta delle Ombre Dorate. Quest’ultima, coprendo lo spazio interno al recinto, è scavata al centro da una laguna nera di forma absidale. Sotto questo centro, un palazzo in falsa scala racchiude contenuti e funzioni dei due bar. Costruiti da due altari gemelli lunghi 7,22 metri di granito nero, entrambi i bar —⁠ ⁠mixology al piano superiore e sushi al piano inferiore —⁠ ⁠contrappuntano i fronti del palazzo verso le due sale. Con la sua doppia facciata grigia, il palazzo esercita la funzione apotropaica di dare volti allo spazio. Una iconostasi, realizzata da due monoliti neri gemelli intagliati da archi elongati di rame, maschera il volto del palazzo verso la strada. Attraverso la fessura creata dalla separazione dei monoliti, si rivela una prospettiva di figure. Archi, rombi, triangoli e dischi sembrano evocare ritualità arcaiche. Qui, sintassi antiche e moderne trovano una conciliazione. Così, quest’ordito di paesaggi fisici e psichici rappresenta l’idea dell’architettura quale trasfigurazione dell’umano.


Bibliografia

  • Carl Gustav Jung, Psychologische Typen, Rascher Verlag, Zurigo, 1921; tr. it. Cesare Luigi Musatti e Luigi Aurigemma, Tipi Psicologici, Bollati Boringhieri, Torino, 2011, pp. 624.
  • Carl Gustav Jung, Psychologie und Alchemie, Rascher Verlag, Zurigo, 1944; tr. it. Roberto Bazlene con Lisa Baruffi, Psicologia e Alchimia, Bollati Boringhieri, Torino, 2006, pp. 566.

Fotografia

Di Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Off Club, Roma, 2018. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Off Club, Roma, 2018. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Off Club, Roma, 2018. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Off Club, Roma, 2018. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Off Club, Roma, 2018. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Off Club, Roma, 2018. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Off Club, Roma, 2018. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Off Club, Roma, 2018. Fotografia: Antonino Cardillo Antonino Cardillo, Off Club, Roma, 2018. Fotografia: Antonino Cardillo

Antonino Cardillo, Off Club, Roma, 2018.


Grafica

Di Antonino Cardillo

Il logo del ristorante-bar Off Club, Roma, 2018. Disegno grafico: Antonino Cardillo

Il logo di Off Club, Roma, 2018.


Dati

  • Tempo: feb. 2017‑giu. 2018
  • Luogo: Off Club, Via di Casal Bertone, 64, Roma, Italia
  • Area: 450 m² (tre piani)
  • Data di apertura: 10 dicembre 2018
  • Tipologia: nightclub

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Crediti

  • Progetto di architettura, direzione dei lavori e disegno mobili: Antonino Cardillo
  • Clienti: Massimo Di Persio, Matteo Di Persio, Francesco Curcio e Remo Curcio
  • Impresa di costruzioni: Roberto Federici
  • Muratura: Vincenzo Amato, Adrian Ciacan, Marius Ioan Frunzà e Emanuele Venturini
  • Logistica: Cristiano Massariello ed Emanuele Zappone
  • Pitturazione: Andras Marton Mihaly
  • Impianto elettrico: Gabriele Fabio
  • Impianto idraulico: Stefan Minciuna
  • Graniti: Ghirardi Stone Contractor
  • Finestre: Claudio Carboni
  • Parquet: Gabriel Grama
  • Sistema aria: Alessio Lanzani
  • Pittura: Sikkens (via Vito Caruso)
  • Maniglie: GIL (via Handles)
  • Specchi: Nazzareno Garofani
  • Cercatore di luminator: Giuseppe Picconi
  • Lampada balcone: Armand Darot
  • Lampada scala: lampada di murano anni 1970 da Palermo
  • Poltroncine: Piero Lissoni, Living (via Mario Dejana)
  • Sedie: Busnelli (via Luca Anzellotti)
  • Tendaggio: Pasquale Lo Guercio
  • Grazie a Klaus Mondrian ed Alexandra Savtchenko‑Belskaia

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