Mammacaura

Saline Ettore e Infersa, Laguna dello Stagnone, Marsala,

Mammacaura è un’indagine architettonica che reinterpreta l’area costiera della Laguna dello Stagnone, situata tra Marsala e Trapani. Ispirandosi alle prime vedute cartografiche del “quarto lato” della Sicilia e al simbolismo sedimentario della cristallizzazione del sale, il progetto interpreta il sito come una manifestazione dell’archetipo della “Grande Madre”

Argomenti

Generi opera
Tipologia bar e ristorante
Tipi di intervento rinnovo
Luoghi marsala

Opera

Antonino Cardillo

Chi giunge a liberare la prigioniera e a conquistare il tesoro, entra in possesso dei tesori dell’anima, che non sono solo “desideri”, immagini di qualcosa che uno non ha e che vorrebbe avere, bensì precisamente immagini di possibilità, cioè di qualcosa che uno può e deve avere. Il compito dell’eroe è di risvegliare queste immagini, «che vogliono e debbono uscire dalla notte», per «conferire al mondo un volto migliore».

— Erich Neumann, Ursprungsgeschichte des Bewusstseins (1949)

All’inizio del 1900, l’Enciclopedia Britannica osservava che la forma dell’isola di Sicilia non fosse assimilabile a un triangolo, ma doveva esistere un “quarto lato”: una parte di costa orientata a ponente distesa tra le città di Trapani e Marsala.

Cinque secoli prima, Cristoforo Buondelmonti rappresentava l’isola di Sicilia con una successione di arcate. Ciascuna arcata, una convessità d’acqua. Anche il “quarto lato” del triangolo disponeva di una sua convessità costellata da piccole e grandi isole nel tramonto, sulla Laguna dello Stagnone. Queste antiche cartografie raccontano l’impressione che la Terra sedimenta nell’Anima.

Oggi, nello stesso luogo, una convessità descrive una piazza affacciata su di un piccolo porto-canale: Mammacaura, immagine della Laguna dai viaggiatori del passato.

La percezione dei luoghi non accade nella metrica. I luoghi sono accadimenti e il profondo che ci abita ne viene segnato. Questi segni non corrispondono esattamente lo spazio e il tempo ed, a volte, il segno diviene simbolo.

Con il nome Mammacaura, i salinai chiamano il sedimento prodotto dal processo di cristallizzazione del sale per evaporazione solare, sul fondo delle vasche delle saline della Laguna dello Stagnone. Caratterizzato da una proprietà incollante, questo nome potrebbe rivelare una proiezione psichica inconscia dell’immagine archetipica della madre terribile – una costante dell’isola di Sicilia – che imprigiona l’Essere in un cerchio d’immutabilità.

Quest’opera di architettura non ricostruisce un passato possibile ma interpreta un luogo. Una piazza-esedra di 1.000 metri quadrati rappresenta l’emersione di un contenuto latente nel sito: quello della “Grande Madre”.

Così, un insieme di costruzioni di pietra calcarenite gialla, metodologicamente derivato per analogia dall’ecosistema antropico della salina, invera un possibile dialogo con l’ambiente circostante.

All’interno di un fabbricato cubico, è stata modulata la forma di un banco-bar rivestita da tre coppie di lastre di granito rosa e smalto lucido rosa-cremisi sui terminali stondati in pianta ad arco.

Secondo Giuseppe Pipitone – l’imbianchino che ha dipinto lo smalto nella sala – questo insieme di cose «è come una regina dentro un castello».

Spesso l’architettura è la rappresentazione del Male. L’architettura porta un paradosso: è costruita dagli oppressi per celebrare gli oppressori. L’architettura non crea cose nuove ma costruisce sensi e significati dalla combinazione delle “cose” del mondo. L’architettura, dunque, è un’interpretazione del mondo.

Liborio Perrone ha 52 anni ed è il muratore che ha costruito le parti di pietra di quest’opera di architettura. Salinaio sin da giovane, per tutta la sua vita ha operato sulle saline di Ettore e Infersa e di Isola Lunga. Discendente di una generazione di operai di salina, Liborio Perrone è la salina stessa. Ciò che sa, e ciò che fa, non può che derivare da una filogenesi di costruzioni del passato.

L’origine delle saline di Marsala e Trapani è sconosciuta. Un possibile indizio è la presenza dell’isola fenicia di Mothia posta al centro della Laguna dello Stagnone. Forse che questa filogenesi conduca all’antico Egitto?

Così, su questo pregresso antropico, la metodologia di attuazione del progetto è stata quella di un’investigazione. I novanta giorni di cantiere si sono rivelati un viaggio di integrazione di contenuti arcaici e inconsci. Ed, a sua volta, il mastro-salinaio Liborio Perrone è divenuto l’interprete di quest’opera di architettura.

Casabella [sommario], n. 925, Milan, 3 sett. 2021, p. 10

Riferimenti

  • , , , “”, The Encyclopædia Britannica, 11ᵃ ed., vol. XXV, Cambridge-New York, 1911, p. 20.
  • , “”, Liber Insularum Arcipelagi, Bibliothèque Nationale de France, Parigi, secolo XVI, Fonds latin, Lat. 4823.
  • , “” e “”, Ursprungsgeschichte des Bewusstseins, Zurigo, 1949 (Storia delle origini della coscienza, Astrolabio, Roma, 1978, pp. 53, 90 e 189).
  • , “”, Salt: A World History, Penguin Books, Londra, 2002 (Sale: una biografia, Rizzoli, Milano, 2003, p. 49).
  • , , G. Bell & Sons, Londra, 1921.
  • , “Melqart’s Mediterranean”, , Princeton University Press, 2017, pp. 113‑131.

Immagini

Mammacaura
Ingresso nord: muretto curvo di calcarenite gialla e giardino di tamerici; oltre, le saline
Mammacaura
Piazza-esedra al crepuscolo: vasche delle saline e due mulini sulla Laguna dello Stagnone
Mammacaura
Porto-canale: pontile d’imbarco per Mothia e argine della piazza-esedra sul canale
Mammacaura
Imbarco per Mothia: piazza-esedra e mulino a vento delle Saline Ettore e Infersa al tramonto
Mammacaura
Fabbricato cubico, già caserma-dogana, in asse con la piazza-esedra; a sinistra il canale
Mammacaura
Sala: terminale del banco bar in smalto lucido rosa-cremisi, stondato in pianta ad arco
Mammacaura
Campi di colore: cremisi delle travi, pozzolana della parete e granito rosa del banco bar

Dati

  • Tempo: Progetto (luglio – dicembre 2020); Costruzione (gennaio – aprile 2021); Fotografia (maggio 2021); Testo (giugno – agosto 2021)
  • Luogo: Mamma Caura, Saline Ettore e Infersa, Laguna dello Stagnone, Marsala, Italia
  • Area: 1.000 m² (due piani)

Crediti

  • Paesaggistica, architettura, direzione costruzione: Antonino Cardillo
  • Cliente: Saline Ettore e Infersa S.r.l.
  • Impresa di costruzioni: VR Costruzioni Birgi Novi (responsabile: Vito Russo)
  • Capomastro opere esterne: Liborio Perrone
  • Capomastro opere interne: Salvatore Pellegrino
  • Movimento terra: Francesco Pedone
  • Muratori: Francesco Angileri, Vito Pinto, Pietro Rondello, Vito Zeferino
  • Pitturazione: Lorenzo Buscarino, Salvatore Gangitano, Giuseppe Pipitone
  • Impianto elettrico, idraulico e aeraulico: Giacomo Casano, Francesco Chirco, Claudio Donato
  • Graniti: Francesco Di Trapani
  • Lavorazione pavimento: Baldo Incandela
  • Porte: Giuseppe Ales
  • Progetto banco bar: Antonino Cardillo
  • Progetto attrezzature bar: Vito Pietroburgo
  • Produzione attrezzature bar: Giacomo Sardo
  • Fotografia, testo: Antonino Cardillo
  • Grazie a Elio Naso

Poetica

2023

Questa lezione ripercorre un decennio di ricerca volto a reintegrare nell’architettura psicologia, antropologia, storiografia e archeologia, saperi che la specializzazione moderna ha separato. Si chiude con Mammacaura, restauro del canale d’imbarco per l’isola di Mothia: rimosse le strutture abusive, il tema della Grande Madre e il “cerchio magico” di Neumann danno il segno di una grande esedra che abbraccia l’edificio. I maestri salinai, che non costruiscono muri curvi, la traducono in nove segmenti di muretti d’arenaria: nasce così l’esedra poligonale, e il cantiere torna dialogo tra forme di sapere.

L’antropologia nell’architettura, Museo Agostino Pepoli, Trapani, (en, it)

Storiografia

2023

Cardillo, più che citare l’opinione di critici che si sono occupati del suo lavoro, nelle note di progetto riporta quella di Giuseppe Pipitone, l’imbianchino che ha dipinto lo smalto nella sala e che, a proposito di quell’insieme di raffinata eleganza, sostiene: “è come una regina dentro un castello.”

Abitare la terra, n. 60, dir. Paolo Portoghesi, Roma, luglio 2023, p. 32 (en, it)

Esposizioni

2025–2023

Dipartimento di Architettura, Università di Palermo

Su invito del professore Antonio Biancucci, con Salvatore Oddo, Antonino Cardillo presenta le sue opere nella lezione “Stile, forma, proporzione, posizione”, parte della serie di conferenze La giovane architettura 4 al Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo. Mammacaura vi illustra la sezione “Posizione”.

Palermo, (en, it)

Museo Agostino Pepoli

Dopo un’introduzione dell’antropologa Rita Cedrini, Antonino Cardillo presenta le proprie opere costruite nella lezione “Un percorso d’integrazione”, parte dell’incontro L’antropologia nell’architettura al Museo Agostino Pepoli di Trapani. Mammacaura vi compare col titolo “Imbarco per Mothia”.

Trapani, (en, it)

Pubblicazioni

2023 – 2021

Testi d’opera

  • , “”, L’Arca International, n. 174, dir. Cesare Maria Casati, Monaco, sett. 2023, pp. 88‑93.
  • , “”, Identità dell’architettura italiana, vol. 19, a cura di Paolo Zermani, Università degli studi di Firenze, Diabasis, Parma, mar. 2022, pp. 58‑59.
  • , “自分の座る場所”, Casabella Japan [sommario], n. 167, a cura di Atsuko Ueda, Tokyo, nov. 2021, p. 3.
  • , “Mammacaura: la soglia dove tramonti”, Casabella [sommario], n. 925, dir. Francesco Dal Co, Milano, sett. 2021, pp. 10‑17.

Scritti teorici

Bibliografia

2025 – 2023

Ricezione a stampa e in rete

  • , “” [comunicato stampa], Dipartimento di Architettura, Università di Palermo, 20 mar. 2025.
  • , “L’intervento nelle saline Ettore e Infersa a Mammacaura, Marsala 2021”, Abitare la terra [sommario], n. 60, dir. Paolo Portoghesi, Roma, lug. 2023, pp. 30‑33.