Immagini






Nîmes,
Il quarto capitolo della collezione Case per nessuno, questo rifugio lacustre intraprende un viaggio nell’imprevedibilità della realtà. Si impegna con la luce per manipolare la percezione, proponendo un’esplorazione della trasfigurazione di una barca ambientata sulle rive boschive di un piccolo lago
Antonino Cardillo
Siamo fatti in ugual misura di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere.
— Javier Marías, Mañana en la batalla piensa en mí (1994)
Spesso, la ricerca è un percorso orientato da scelte incoerenti. E la disponibilità agli imprevisti, rivela chiavi di comprensione inedite della realtà, la quale, essendo per sua natura costruita da una geografia e da un tempo relativamente infinito, è instabile e insicura. Il nostro presente è solo uno degli esiti possibili di questa realtà, e il suo progressivo inverarsi, appare casuale. Ciascun giorno di ciascuna vita trascorsa, avrebbe potuto essere differente. Queste, le riflessioni che hanno stimolato l’ideazione della Casa di Max su un piccolo lago.
La casa appare come la trasfigurazione di una nave arenata sulle rive di un lago nella campagna di Nimes, nel sud della Francia. Un approdo umano sul bordo di un confine naturale. L’edificio è composto da due entità giustapposte su due livelli: un massivo basamento di travertino, che racchiude le camere, e una filiforme sala da giorno, vertebrata su di una struttura metallica.
Il paesaggio, dall’interno, appare scomposto in molteplici quadranti. La disposizione degli elementi metallici misura la luce del sole: un ampio brise-soleil scherma il sole di mezzogiorno, mentre profondi muri-contenitore, rivestiti di legno e sospesi a un metro dal pavimento, adombrano il sole del mattino e del meriggio.
All’esterno, verso sud, delle doghe di legno si estendono sino al bordo della vasca opposta al salone. Oltre lo specchio d’acqua, in un luogo inaccessibile, un portico misura il paesaggio. A nord della camera di vetro, invece, una parabola di tessuto, stesa tra due lembi dell’edificio, ripara un tavolo esterno.
La collocazione eccentrica della torre della scala, infine, struttura le percezioni oblique dei percorsi.
worldarchitecturenews.com, Londra, 29 sett. 2008






2025 – 2013
Questa riflessione ermeneutica nasce dalle conversazioni con Miriam Scotto di Santolo e accosta le Sette case per nessuno come architetture immaginali. Mai costruite, eppure percepite come reali dopo la pubblicazione sulla stampa internazionale, sono lette attraverso il mundus imaginalis di Henry Corbin: un mondo intermedio dove l’immaginazione è organo di conoscenza e l’immagine possiede consistenza metafisica. Non sono case immaginate, ma visioni archetipiche che emergono nell’ʿālam al-mithāl, il mondo delle visioni della teosofia islamica. Come Odisseo, che non cerca una dimora ma un ritorno all’origine, sono per nessuno perché appartengono a tutti: forme che chiedono di essere contemplate, non abitate.
antoninocardillo.com, Eryx, (en, it)
Questa lezione articola il mestiere dell’architetto in quattro domande – stile, forma, proporzione, posizione – dove la prima chiede chi si è e l’ultima dove si è. Alla prima risponde la storia delle Sette case per nessuno: oltrepassata la figura del cliente, un corpus che sembrava costruito ed era un’invenzione letteraria entra come un “cavallo di Troia” nella narrazione dominante dell’architettura, e diventa una forma di sovversione. Nella seconda le case sono riconsiderate: cercavano una continuità con le residenze di Frank Lloyd Wright, in una sintesi sincretica con il tardo antico di Roma, certe architetture orientali e il cemento armato.
La giovane architettura 4, Dipartimento di Architettura, Università di Palermo, Palermo, (en, it)
Questa conferenza riflette sulla manipolazione della storia, sull’illusione della professionalità e sull’integrità del fare architettonico. Delle Sette case per nessuno il relatore dice di vederle come una cattiva risposta a una buona domanda: come influenzare il sistema chiuso di un giornalismo legato agli studi corporativi. Creando da sé le immagini al computer dei propri progetti, reintegra una divisione artificiosa dei ruoli; e quelle case gli insegnano a colmare il divario tra l’idea e la sua rappresentazione, in immagini che tentano una mitologia.
Constructed Realities, Goethe‑Universität, Deutsches Architekturmuseum, Francoforte sul Meno, (de, en, it)
Registrata all’interno della Casa della polvere a Roma, questa intervista torna sulle architetture pubblicate come costruite e realizzate soltanto al computer. Vi sono dette una mappa immaginaria di luoghi, derivata dallo studio della storia, che l’idea dell’architettura come immaginario attraversa per intero: Ledoux, Boullée, Sant’Elia, i primi progetti di Mies van der Rohe. Nell’azione è riconosciuto un aspetto sovversivo, una breccia in un muro senza la quale nulla si sarebbe costruito; l’intervista a Der Spiegel è il racconto sul racconto.
Radio3 Suite, RAI Radio 3, Roma, (en, it)
2017 – 2010
Jeanette Kunsmann con Stephan Burkoff
Cardillo ha creato un labirinto di verità e illusioni. Un racconto dai molteplici livelli. […] Non esiste una sola verità – la realtà: non esiste. Antonino Cardillo l’ha costruita.
DEAR Magazin, n. 1, Berlino, aprile 2017, p. 84 (de, en, it)
Ridhi Kale
Dal modo in cui sembra galleggiare su un lago, si potrebbe facilmente scambiare questa struttura per una nave d’avanguardia.
Home, India Today, Mumbai, gennaio 2010, p. 47 (en, it)
2025 – 2010
Dipartimento di Architettura, Università di Palermo
Su invito del professore Antonio Biancucci, con Salvatore Oddo, Antonino Cardillo presenta le sue opere nella lezione “Stile, forma, proporzione, posizione”, parte della serie di conferenze La giovane architettura 4 al Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo. Vi argomenta la serie Sette case per nessuno, nelle sezioni “Stile” e “Forma”.
Palermo, (en, it)
Istituto Luce Cinecittà
Su invito del curatore Diego Grammatico, Cardillo parla del suo rapporto tra videogiochi e architettura nella conferenza “Da Zak McKracken a House of Dust”, parte di un panel per il festival Rome Video Game Lab dell’Istituto Luce presso gli Studi di Cinecittà. Vi racconta la storia della serie Sette case per nessuno: case prodotte in realtà virtuale che per anni molti credettero costruite.
Roma, (en, it)
Goethe-Universität
Su invito dei professori Chris Dähne, Frederike Lausch e Bettina Rudhof, Cardillo proietta il video Seven Houses for No One prima della conferenza “Realtà falsificata”, parte della serie Constructed Realities della Goethe-Universität al Deutsches Architekturmuseum di Francoforte. Per quasi dieci minuti, le immagini delle sette case scorrono sul Preludio del primo atto del Lohengrin di Richard Wagner, fra le sue parole allo Spiegel e un aforisma di Oswald Mathias Ungers sulla realtà.
Deutsches Architekturmuseum, Francoforte sul Meno, (de, en, it)
Schweizerisches Architekturmuseum
Il curatore Hubertus Adam espone alcune pubblicazioni sulla Casa delle convessità, della serie Sette case per nessuno, e menziona il “fenomeno Cardillo” nella mostra Bildbau. Schweizer Architektur im Fokus der Fotografie allo Schweizerisches Architekturmuseum di Basilea.
Basilea, – (de, en, it)
Chelsea College of Art and Design
Su invito della professoressa Ana Araujo, Cardillo racconta le sue immagini generate al computer nella lezione “Luce e rendering” parte della serie Spaces & Narrations al Chelsea College of Art and Design. La Casa di Max su un piccolo lago compare nel video di immagini che accompagna la lezione.
Londra, (en, it)
2025 – 2008
2024 – 2009