Antonino Cardillo

Greto Mare Arcaico

FEDERICO CARUSO
in: Archivio Federico Caruso,
14 aprile 2013, Firenze, p.1.
Pubblicato su antoninocardillo.com,
20 maggio 2018, Trapani.



Si evoca il Greto del Mare Arcaico nella visione cosmogonica della House of Dust di Antonino Cardillo.


Tessere di fango, riarse e spaccate, liberano forme smaltate; particelle di vapore sottile evadono dalla crosta seccata per cementare una nuova materia lontana ma più consapevole; pepite preziose setacciate dalla massa terrosa generatrice; la Madre incombe, volta protettrice, utero melmoso che ovula forme d’architettura perfetta; un percorso iniziatico dalla memoria antica riassunto nella distanza circoscritta della Dimora di Polvere, specchiata nel rovescio del suo cielo bruno.

Dal passato si accende la macchina del tempo e la caverna si trasforma in casa contemporanea, col vecchio guscio schiumoso attaccato alla schiena ... di questo lungo viaggio sono impressi molti ricordi rimasti incagliati nel solco tracciato.

Le spore liberate dopo lunga gestazione, concimate con l’odore dell’uomo, si rianimano. Prendono vita sul tappeto legnoso delle creature a tre zampe, piccoline, verdi e luminose; stanno vicine ad una più grande, dalla pelle vetrosa e marezzata. Il grosso tripode si presenta: Ci chiamiamo Triumviro ... quando le Nostre spore primigenie furono emerse dal Greto-Grembo, volammo lontani, verso civiltà monolitiche, divenendo monumento Noi stessi di quanto osservato. Ci scindemmo nelle Nostre figlie nane; ora vivono anch’Esse, vicine al Nostro Grembo vitale e benigno.

Il Greto secerne più in là una bava ferrosa; scala ideale che unisce due regni, d’ombra e di luce, si agganciano qui in un abbraccio che diviene il telaio di future vicende: Architettura per la conoscenza. Nuovi personaggi già invecchiati prendono vita dalle spore mature, si innalzano dal suolo chiudendo la testa tonda; Archi della House of Dust, sono le rime madide di spazi inediti che si oscurano camuffandosi nella tela del muro come razze animali del fondale marino, ne leggi appena il contorno nel riflesso bianco del cielo romano. Questo cielo romano che immoto tutto presenzia stanco vincitore, conforto ad ogni novella creazione. Una nuova tessera s’aggiunge al fitto mosaico, resta distante e galleggia anch’essa in quel cielo bianco immoto e romano.

Federico Caruso



Figura 1. Antonino Cardillo, House of Dust, Roma 2013.

Figura 1. Antonino Cardillo, House of Dust, Roma 2013.
(fotografia di Antonino Cardillo).




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